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• Cultura : E vedo - di Antomio Pellegrino - 2015
Inviato da Antonio Pellegrino il 30/10/2015 19:00:00 (699 letture)

 


E vedo



E se, poi, mi assento,

se, per un attimo solamente,

mi allontano dal mio tempo?



Vedo immagini di antichi merli,

di tufi colorati di se stessi,

ocra come l’argilla,

nudi di tempo,

impavidi alle avversità,

protetti da torri potenti,

vigili sul tutto sempre.







Vedo balconcini con vasi di gerani,

garofani e felci, intrecciati a fette di cielo;

vedo finestrelle contornate da sorbe,

da pomodorini, da aglio e da cipolle,

da melograni e da meloni gialli;

sulle mensole piatti di salsa,

cesti di fichi e di prugne a essiccare al sole.



Vedo nei giardini un fervore di rose e gigli in calore,

di lilla e bocche di leone, di aranci e mandarini,

di limoni arrampicati alle pareti,

vedo, di qua e di là, mari di edera

a fare da corredo alle cose.



E vedo la campagna intorno, solitaria,

coronata da ville e da boschi,

animata da asini e cavalli,

da mucche e pecore al pascolo,

da galline e anatre razzolanti,

da conigli sguscianti

fra radiosi manti di verde.



 E vedo la valle inghirlandata da monti,

ammantata di cielo, esplodente di luce,

attraversata dai rii gorgoglianti,

riflessi di luna nelle notti solitarie,

tormentati, a volte, nel loro cammino,

accidentato da curve e da anse ardimentose.

 

Vedo e, all’improvviso, mi vedo:

vedo come ero, come tutto era,

vedo apparire l’invisibile,

vedo l’Eden,

vedo quello che, oggi,

della fantasia solo può essere parto,

in altro tempo era la serena quotidianità,

era la nuda e cruda realtà,

era il gioco fascinoso dei silenzi e delle ombre,

del bianco e del nero,

era il canto melodioso del creato,

era il coro delle sue mille voci,

era il colore dorato del grano

e il rosso esplosivo dei papaveri,

era la semplicità dell’essere e dell’esserci.



Era…, era…, era...




E’ tutto grigio oggi,

il mondo è diventato monocromatico,

la piattezza si è sostituita all’armonia,

ogni cosa è simile all’altra cosa,

ogni cosa è clonazione di altra cosa,

la conformità ha preso il posto della diversità,

l’ambiente odora di plastica e di cemento,

di escrementi chimici a cielo aperto,

la piazza è diventata la piazza virtuale,

l’amicizia, o quello che di essa resta,

 si è mascherata dei “Mi piace”

nell’ossessivo bazar della comunicazione finta,

dei cellulari, sempre più sofisticati,

e dei social network a governare il globo.



E’ dura realtà quella dell’oggi.



E’ la realtà dell’uomo negato a se stesso,

della natura negata a se stessa,

dell’ambiente negato a se stesso,

della bellezza negata a se stessa,

è la realtà del tutto “ciò che è”

negato a se stesso,

per l’obolo perverso dovuto

alla cinica legge del dover essere

che è all’origine di ogni sofisticazione.



Duro è il risveglio,

dopo l’attimo fuggente dell’assenza.



Antonio Pellegrino




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