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• Didattica : LA LETTURA E LE MAPPE CONCETTUALI - di Antonio Pellegrino -
Inviato da Antonio Pellegrino il 26/5/2017 19:10:00 (428 letture)





LA LETTURA E LE MAPPE CONCETTUALI

di Antonio Pellegrino




 




Premessa







Mi sono subito chiesto quale senso potesse avere una mia lezione sulla lettura e sulle mappe concettuali/mentali in un corso di aggiornamento per docenti, caratterizzato dal tema basilare dell’autonomia e della nuova professionalità nei sistemi di insegnamento, poi ho concluso che "il segno distintivo, che caratterizza l’intero progetto di cambiamento radicale della scuola italiana, è rappresentato dal concetto di identità".



E’ su questa base che la scuola può lanciare la sua sfida fondamentale al futuro dell’uomo e della società,Si può parlare infatti di un asse delle identità, che rappresenta in sé l’intero pacchetto teorico e pratico del cambiamento che si andrà a realizzare a breve termine, ma che in effetti, in fasi di intuizione e di sperimentazione è già in atto presso  singole unità scolastiche.



Tale asse trova le sue coordinate nei concetti di Autonomia, Continuità, Vocazione, Orientamento, lettura (Vedi, in allegato, Tav. N. 1: Asse delle identità).



Il fine è quello di passare da una scuola dei contenuti ad una scuola dei Concetti e dei Progetti, per realizzare la Persona.



Dall’ Autonomia-identità del territorio  all’ Autonomia-identità della scuola all’ Autonomia-identità della Persona, delle sue vocazioni, dei suoi orientamenti, della sua libertà di scegliersi, inquadrando il tutto intorno al perno della loro soluzione continua, quindi della Continuità e della Essenzialità del Sapere e della sua coincidenza piena con l’Essere insito e connaturato ai singoli elementi reagenti fra di loro in questo complesso sistema di sviluppo.



In questo gioco della ricerca all’interno delle singole componenti il sistema (Ambiente, Scuola, Persona, Società) la capacità di interpretazione nella lettura diventa fondamentale (perché implica il guardare dentro alle cose, cogliendone l’essenza basilare) e si collega alla necessità di trovare vie che conducano ad un sapere leggere funzionale, efficace, essenziale.



N.B. – In questo ambito concettuale Autonomia – Persona – Contenuto essenziale – Essenza – Essere interno alle cose diventano punto di riferimento l’uno dell’altro ed hanno il comune denominatore di fare riferimento ad un “Identità essenziale.




Tecniche per saper leggere




Quando si legge dunque lo scopo fondamentale è comprendere: un brano, nel caso più specifico, ma non è molto diverso per un paesaggio, una persona, un oggetto, un brano musicale, ecc.



Ma quello che, qualche volta, lascia perplessi, sia alunni che docenti, è:  “Comprendere cosa?”



Il termine Comprensione  è molto vago e contiene molti sotto-elementi che andrebbero governati per condurre fra le varie diverse interpretazioni all’essenzialità del comprendere medesimo.



Ma gli elementi essenziali per un comprendere possono essere di volta in volta diversi secondo gli scopi che si danno alla lettura  o  secondo gli scopi che si dà il lettore.



Chiediamoci:  “un modo scientifico per comprendere esiste?”.



La ricerca al momento ci offre almeno quattro modi diversi di intendere il concetto di comprensione nella lettura, e che darebbe luogo a quattro diversi livelli di comprensione, ma tutti e quattro significativi (Vedi, in allegato, Tav. n. 2: Livelli di comprensione del testo).



Ma Leggere, per es. un brano, comporta da parte di chi legge solo un problema di capacità di comprensione concettuale?



In effetti c’è anche una implicazione visiva del campo della o delle parole che spesso è alla base di letture molto lente, difficoltose, lacunose e che si concludono nel dispendio inutile di tempo e in nessuna comprensione dell’oggetto preso in considerazione. E chiediamoci ancora: “La comprensione di un brano dipende dalla velocità di lettura? Se si, è possibile aumentare la velocità nella lettura? (Vedi, in allegato, Tav. n. 3: Il rapporto occhio-parola).






La lettura nella ricerca attuale (Anni 70 – 80 – 90)






Varie sono le strategie che la ricerca degli ultimi decenni ha proposto all’attenzione degli operatori della scuola per quanto concerne i miglioramenti nella lettura, decodificazione e comprensione di un testo di qualsiasi contenuto e livello:






- Insegnare agli allievi a notare parole segnale che di per sé sono in grado di denotare la natura specifica di un testo: Organizzatori anticipati di Ausubel: parole chiave, patrimonio esistenziale dell’alunno, utili per una approssimazione dolce e graduale per la comprensione di un problema più complesso e lontano (Vedi, in allegato, Tav. n. 4: Gli organizzatori anticipati di Ausubel).      

- Schemi grafici visuo-spaziali: Mappe concettuali: sembra che esse aiutino a relazionare in modo visivo i concetti tra di loro, agevolando sia la fase di comprensione che di ritenzione.



Ma oggi ci interesseremo di più degli Organizzatori anticipati di Ausubel e delle Mappe Concettuali e Mentali






Le mappe concettuali






Esse hanno una differenza dalle Mappe mentali di Buzan, che vedremo poi, e sono rappresentabili in quattro strutture o modelli-base, corrispondenti ciascuno a una modalità diversa di lettura e di interpretazione:






- Mappa tematica o descrittiva:  uno – due – tre – un altro (Parole chiavi identificative del testo);

- Mappa sequenziale-episodica:  Allora – poi – infine – di conseguenza – perciò – perché – passi;

- Mappa comparativa o contrastiva:  d’altro canto – comunque – al contrario – ma;

- Mappa problema-soluzione:  dovrebbe – problema – soluzione – come risultato – perché – meglio.






Ciascuno dei modelli, di cui sopra, come si può vedere dal corsivo, si accompagna a delle parole chiave in modo da mettere il lettore nelle condizioni di riconoscere nel testo che deve analizzare la mappa o il modello di mappa che di più si adatta al suo caso, cioè al testo stesso. Tali mappe si reggono sul principio della ricerca dell’idea basilare a cui vengono collegate le sue idee coordinate e a ciascuna di queste ultime le rispettive subordinate di vario ordine e grado.



Nella mappa concettuale si ripetono a livello grafico le medesime logiche che si trovano dentro al periodo scritto: principale, coordinate, secondarie, subordinate di vario ordine e grado.






La mappa tematico-descrittiva (Vedi, in allegato, Tav. n. 5)






- Si presta per qualsiasi tipo di testo

- L’idea principale è al centro

- Lo sviluppo grafico è di tipo radiale

- Si partono dalla principale quattro coordinate

- Da ciascuna coordinata si dipartono due o più subordinate

- E’ un tipo di mappa la cui applicazione è vasta

- E’ quella che assomiglia di più sul piano logico all’antica scaletta

- E’ molto utile per descrivere sistemi ed è applicabilissima in Scienze

- E’ utile per mettere in relazione tra di loro concetti in testi argomentativi






La mappa-sequenziale-episodica (Vedi, in allegato, Tav. n. 6)

  

- Per logica è molto vicina all’organigramma di flusso

- L’idea matrice o le idee matrici  “A” sono collocate in alto

- Lo sviluppo grafico è di tipo verticale con diverse aperture orizzontali (B –C)

- Per ogni apertura orizzontale rispetto all’idea principale c’è uno sviluppo per successione sul piano verticale (C)

- Le caselle o celle “C” possono avere ulteriori ramificazioni in subordinate di tipo “D”

- Tale modello di mappa si presta moltissimo nella lettura e interpretazione di eventi storici






La mappa comparativo-descrittiva (Vedi, in allegato, Tav. n. 7)






- E’ costruita su un modello di strutture parallele di carattere sia verticale che orizzontale

- I concetti matrice sono posti in alto (A)

- I concetti matrice pongono in evidenza concetti a confronto (due, tre o anche di più)

- Le cellette “B” mettono in evidenza le caratteristiche che i concetti matrice condividono

- Le cellette “C” indicano le caratteristiche distintive rispetto ai concetti matrice

- I cerchi posti sul lato sinistro indicano le dimensioni o i campi dentro ai quali le idee matrici vengono messe a confronto

- Tale tipo di modello di mappa è utile per confronti di uguaglianza o di differenza.






La mappa problema-soluzione (Vedi, in allegato, Tav. n. 8)






- Essa pone il rapporto problema-cause del problema: per es. Handicaps-cura dell’handicaps-cause dell’handicaps

- Nella Casella “A” è indicata la causa del problema

- Nella casella “B” è indicato l’effetto prodotto dalla causa o dalle cause

- Nelle caselle “C” è indicata la definizione delle cause

- Nella casella “D” è indicata la soluzione del problema alla quale si perviene dalle caselle “C” tramite le frecce






N.B. – Gli schemi di cui sopra sono da considerare base, quindi modelli di riferimento essenziale, ma ciascuno di essi, una volta mappato può differire da quello generico, in quanto risponde alla situazione contestuale e ai bisogni reali.






Suggerimenti per l’apprendimento delle mappe concettuali






- Nella fase iniziale è opportuno fare applicare agli allievi molte volte (in modo libero e poi guidato) i quattro modelli, variando ogni volta e per ogni modello il testo, il contesto, il problema.

- In una seconda fase gli allievi stessi (perché invitati a farlo o per iniziativa spontanea) possono estendere il numero delle caselle, secondo le esigenze avvertibili dal contesto del testo medesimo, che potrebbe essere più complesso e articolato.

- In una terza fase gli allievi potrebbero addirittura variare lo schema, creandone un altro funzionale rispetto allo scopo.

- Nella quarta fase gli allievi saranno invitati a formulare schemi mentali, che precedano quelli grafici: lo scopo a questo punto è di pervenire all’acquisizione di capacità di lettura visiva e immediatamente sintetizzante.

- Nella quinta fase gli allievi acquisiranno l’abilità di commentare oralmente gli schemi in contemporaneità di svolgimento della lettura e di realizzazione degli schemi mentali.

- L’insegnante, nella prima fase, avrà cura che si lavori su testi semplici o su testi contenenti elenchi di concetti fra i quali organizzare un ordine logico: concetto matrice, coordinate del concetto matrice, subordinate rispetto alle coordinate e così di seguito. Si trascurerà quindi inizialmente la complessità impedente dei troppi dettagli.

- L’insegnante infine starà attento a che l’alunno pervenga innanzitutto ai percorsi immediatamente coordinabili all’idea matrice, in modo da esemplificare subito la lettura, preparandosi subito lo schema per la comprensione dei contenuti essenziali: si ricorda qui il richiamo ministeriale e del documento dei saggi sui “Saperi essenziali” come base dell’organizzazione di una nuova metodologia della cultura e della formazione della persona.

- Contemporaneamente allo svolgimento delle diverse fasi è opportuno pervenire, in situazioni di approccio, alla scrittura essenziale.

- A proposito delle Mappe Concettuali i dati affermano e confermano che i miglioramenti degli allievi nella lettura, comprensione ed esposizione sono evidenti e che essi si realizzano in tempi brevi, nei casi in cui questa metodologia di interpretazione grafica viene utilizzata sistematicamente, correttamente.

- Per ottenere i risultati sperati è fondamentale essere attenti alla maniera processuale specifica, che si va sviluppando attraverso diversi passaggi modulari.



Nell’atto di decidere un lavoro o un progetto sistematico da realizzare per mappe concettuali bisogna:



- Graduare l’introduzione dei vari schemi, come già si è visto, dando la precedenza a quello tematico-descrittivo, che è di più semplice natura.

- Graduare la natura dei testi da analizzare: da semplici testi tematico-descrittivi ad altri via via più complessi, ponendo in ultimo testi di carattere contrastivo.

- Applicare le mappe ai diversi contenuti in modo da pervenire alle conoscenze essenziali relative ad ogni testo, gruppi di testi o argomento.

- Adattare opportunamente la tipologia specifica della mappa (si ricordino i quattro modelli-base) alle diverse tipologie dei contenuti: più tematici, più contrastivi, problema-soluzione. Si ricorda di nuovo che gli ultimi due sono per fasi successive e per situazioni più complesse.

- In conclusione la Mappa Tematico-Descrittiva è quella che si adatta meglio, almeno nelle fasi di approccio al metodo, a tutti gli allievi, a tutte le discipline, a tutti i tipi di contenuto.






La natura del testo






La scelta dei testi da analizzare, per pervenire alle conoscenze dei contenuti, è un momento del metodo e del percorso al quale il docente, soprattutto nelle fasi propedeutiche, deve dedicare moltissima cura. Dalla natura stessa del testo l’allievo può essere indotto a continuare o a rinunciare:






- Il testo non deve essere mai lungo

- Il testo deve contenere molti indizi riconoscibili per la soluzione del problema-mappa: infatti la mappa è un po’ come un problema in quanto richiede una soluzione tramite una quadratura finale.

- Gli indizi devono essere cercati tra:



- Parole significanti

- Titoli

- Sottotitoli

- Affermazioni sintetiche






Esse hanno in comune il carattere della informazione essenziale, agevolano pertanto la comprensione “essenziale”.






- Piuttosto che brani più complessi e impedenti, è utile usare molti brani brevi e semplici in modo da produrre molte esercitazioni, molte soluzioni positive, crescita ed espansione della motivazione, che è la base di ogni apprendimento.

- Agli allievi, nella fase di avviamento del metodo si può consentire anche di scegliere un’idea centrale del testo diversa da quella più comune: una situazione di tale tipo non solo produce libertà di iniziativa e di ricerca dell’allievo, ma incentiva anche l’eventuale dibattito nella classe e supera nel contempo il pericolo di eccessiva omologazione.

- Si vuole ricordare (su questo punto il dibattito nelle situazioni scolastiche di base, dove il problema della mappa viene posto, è feroce, accanito) che non è essenziale che gli allievi sappiano in ogni caso dare i nomi tecnici ai diversi modelli di mappa che usano.

- E’ essenziale al contrario che gli allievi conoscano l’uso pratico della mappa e ne riconoscano le differenze per istinto o dal confronto nel gruppo o nella classe dopo una operazione avvenuta.






I limiti della mappa concettuale






Certamente la mappa concettuale, come qualsiasi altro strumento didattico o non, non è il toccasana per qualsiasi problema, anche se rappresenta certamente un ausilio, spesso fondamentale.



I suoi fondamentali limiti sono:



1. Un brano può essere tanto composito e complesso da prestarsi a più livelli di interpretazione e a diversificati tipi di schemi, quindi anche di mappe



2. Gli schemi da analizzare sono di tipologia rigida tanto da non prestarsi all’uso della mappa concettuale come chiave di apertura o esemplificazione



3. Non è adattabile alle predisposizioni individuali di chi legge ed interpreta



Chiediamoci allora: “Di fronte a tali impedimenti si rinuncia allo strumento mappa per l’analisi e si ritorna a quelli comuni: relazione, riassunto veloce, riassunto lento, ecc.?”



La risposta a questo quesito  la fornisce Buzan con un altro tipo di Mappa che viene definita Mentale  -  Mappa Mentale quindi.






Le Mappe Mentali di Buzan



 (Vedi, in allegato, Tav. n. 9)






Ma vediamo ora che cosa è una Mappa Mentale e in cosa si differenzia dai quattro modelli già visti di Mappa Concettuale:






- La Mappa Mentale  presenta in modo olistico i concetti cardine di un particolare dominio conoscitivo e così anche le loro ramificazioni.

- L’idea o concetto principale viene visto nella sua totalità, in tutta la sua estensione

- Essa si presenta meno rigida rispetto alle Mappe Concettuali ed offre un’ampia possibilità di soggettivizzare la struttura secondo le necessità offerte dal brano o dall’oggetto di analisi.

- Al centro del foglio viene collocata l’idea principale. Essa può essere espressa con una parola chiave o con una figura colorata.

- Dall’idea principale si vanno via via ramificando i diversi argomenti principali o coordinati al principale. Quanto più sono importanti tali argomenti coordinati tanto di più devono essere molto vicini al centro.

- Ogni argomento coordinato, a sua volta, si va articolando in sue subordinazioni secondarie: in una serie di subordinazioni, quelle più importanti vengono collocate più vicine alla cella da cui emana.

- E’ consigliabile che ogni ramificazione, coordinata all’idea centrale o subordinata alle coordinate, venga espressa con una sola parola per facilitare e accelerare sia la lettura da parte di chi ha composto la mappa o da parte di chi ne fa un uso.

- Non è certamente obbligatorio ma si consiglia l’uso dei colori differenzianti i vari rami in quanto è stato ampiamente dimostrato che questi agevolano sia la fase di lettura che di memorizzazione degli argomenti che la mappa contiene.

- Ogni mappa va elaborata più di una volta prima di pervenire a quella considerabile definitiva: è proprio in questo il vantaggio della Mappa Mentale di Buzan rispetto alle Mappe Concettuali; essa può essere estremamente resa funzionale al soggetto che la elabora e comunque utile a chi ne fa un uso indiretto.

- Deve essere composta in un’atmosfera rilassata, senza schemi, creativa, quasi ludica: ci si deve sentire liberi anche di sbagliare. Gli errori infatti non producono né danni né drammi.

- La persona che la elabora la può identificare anche in un proprio gusto estetico, salvaguardando naturalmente i contenuti di cui la mappa è veicolo, cioè mezzo.






Usi della Mappa Mentale di Buzan






- E’ utilissima per analizzare testi di qualsiasi natura.

- E’ utile per capire un brano e collegarne i concetti alle conoscenze già presenti nel corredo personale.

- E’ utile come normale scaletta per un professore durante una lezione, per un alunno durante un’interrogazione, per la preparazione di un tema e di una relazione, per un conferenziere.

- E’ utilissima per consolidare o potenziare la memoria di argomenti già studiati






Vantaggi della Mappa Mentale di Buzan






- E’ chiarita in modo inequivocabile l’idea principale, che, non a caso, occupa il centro del foglio

- Sono ben chiariti i rapporti tra l’idea centrale e gli argomenti secondari e di più ancora gli argomenti periferici

- Viene ben delimitato il campo delle idee fondamentali, di quelle cioè più vicine al centro

- La mappa può essere ampliata con conoscenze già possedute e coordinabili all’idea centrale e a quelle periferiche

- Permettere di guardare in un solo colpo l’intero argomento, ma anche le sue singole parti o i suoi singoli campi, il che rappresenta l’aspetto olistico della mappa, cioè il punto forse che meglio la caratterizza come strumento.

- Consente ad alunni di diversi livelli di poterla usare in fase di lettura nel suo minimo di sviluppo o nel suo massimo di estensione, stando più intorno al centro o allargandosi verso le periferie dei rami singoli o dell’intera mappa.

- L’utilizzo didattico della mappa mentale non comporta dispendi economici ma solo abilità di uso e conseguente accelerazione e miglioramento della produttività

- Stampata in lucido offre sia al docente che all’alunno la possibilità di utilizzo collettivo e di stimolazione del dibattito, ecc.






Suggerimenti bibliografici






- D.P. Ausubel, Educazione e Processi cognitivi, Franco Angeli

- B. Armbruster

- T.E. Raphael

- P.N. Winograd

- R. Sinatra

- T.C. Barret

- T. Buzan

- P. Meazzini, La Lettura 1: i prerequisiti, L.P., Roma



*****************




P.S. - Per chi fosse interessato all'argomento può chiedere all'autore del saggio, via e-mail, le 9 Tavole grafiche e di approfondimento indicate in nota ma non presenti in questo testo per motivi tecnici.




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• Cultura : Il volo dell'usignolo verso Selene - di Antonio Pellegrino - novembre 2015
Inviato da Antonio Pellegrino il 23/5/2017 23:30:00 (737 letture)

 


Il volo dell'usignolo verso Selene



Tanto leggero è l’amico mio usignolo

che, di ritorno dai suoi errabondi voli,

plana sul nespolo e si accoccola su un fragile rametto

che, pur mosso dal vento, il suo peso non piega,

 con esso si dondola come su un’altalena

e, guardingo, osserva intorno, batte, a tratti, le ali

come per riprendere il volo, poi resta lì fermo

e, scrollando, ogni tanto, il manto di penne,

rotea il capo, annusa l’aria, come sospeso,

e, a mo’ di adusato asceta, pensa:


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• Cultura : Aforisma n° 270 di Antonio Pellegrino
Inviato da Antonio Pellegrino il 22/5/2017 12:00:00 (14 letture)


Il mio Aforisma, di qualche anno fa, n° 270:



Una volta, i due, o più, che si parlavano

si guardavano
negli occhi,

oggi mentre uno parla gli altri sono persi nello smartphone,

si
suole dire che navighino.


• Cultura : Aforisma n° 284 di Antonio Pellegrino
Inviato da Antonio Pellegrino il 20/5/2017 10:20:00 (15 letture)


Il mio ultimo Aforisma, il n. 284



Si provi, una volta tanto, ad aggiungere a Internet

una
scintilla del “sapere proprio”,

invece di utilizzare con ossessivi copia /
incolla il “suo sapere”:

la conoscenza non abbia solo fondamenta rievocative

ma
anche evocative, in continuo progress.






• Cultura : Aforisma n° 281 di Antonio Pellegrino
Inviato da Antonio Pellegrino il 16/5/2017 11:20:00 (22 letture)


Il n° 281 è uno dei miei ultimi aforismi:







Internet?

"
Un contenitore vuoto che in tutti produce
la sensazione di un apprendimento veloce,

quindi l'illusione di "sapere",

ma, i più, nulla, o poco,  sanno, e quello che sanno è un sapere volatile.


Il sapere è, prima di tutto, sapersi;

è elaborazione lenta e faticosa della
propria "irripetibile" identità".



***

P.S. - Bello, il film di P. Genovese "Perfetti sconosciuti",

significativa metafora sul tema base dei miei aforismi 281 e 283.






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